Trentino Alto Adige

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Punto di incontro tra la cultura germanica e quella latina, questa regione, vertice più settentrionale della penisola, è incastonata nelle rocce policrome delle dolomiti e si estende dal complesso dell’Adamello-Brenta e delle vette del Cevedale e dell’Ortless fino alle Dolomiti del Brenta, della Val di Fassa, della Val Gardena, del Brenta, delle Pale di San Martino e di Val di Fiemme, lungo una catena montuosa che contempla i rilievi più belli d’Europa.
7400 km² di suggestivi scenari montuosi, guglie dolomitiche, ghiacciai, corsi d’acqua, ampie vallate, caratteristici paesini con abitazioni in legno e campanili svettanti.

Terra di acceso irredentismo, annessa al territorio italico solo nel ’19, fino ad allora parte dell’Austria-Ungheria, il Trentin-Sudtirol è stato a lungo palcoscenico di forti tensioni etniche tra i tre ceppi: italiano, tedesco e ladino.
Oggi, grazie a specifici accordi italo-austriaci, gode di uno Statuto di autonomia a tutela delle minoranze ladina e germanica.
Ai vertici amministrativi delle province autonome di Trento e Bolzano si alternano esponenti delle tre radici etniche. Norme molto rigide garantiscono uno stato di sostanziale bilinguismo.

Luoghi dove modernità e tradizioni si intrecciano, dominati da una natura vissuta con reverenziale rispetto non solo verso l’ecologia e le risorse turistiche, che rappresentano una branca importante dell’economia locale, ma anche verso una dimensione spirituale di simbiosi col territorio, le origini e la cultura di appartenenza.

Bolzano è senza dubbio uno dei centri più importanti di queste zone, generalmente considerata “capitale delle Alpi”, venne definita dalla rivista inglese Times “centro mondiale della storia della montagna”.

In questa città ha sede il Museo Archeologico in cui sono conservati i resti di Ötzi, la mummia rinvenuta sul ghiacciaio del monte Similaun, al confine tra Italia ed Austria.
Il corpo appartiene ad un uomo vissuto 4000 anni fa, ed è la mummia meglio conservata risalente ad epoche tanto remote, con l’abbigliamento completo e numerosi oggetti di equipaggiamento.

Sempre a Bolzano si trovano anche il Museo Internazionale della Montagna di Reinhold Messner ed il Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi.
Il Duomo di Bolzano è un riuscito esempio di sincretismo italo-germanico, un vero gioiello di arte romanica e gotica.

In queste lande si concentra uno sterminato comprensorio sciistico, diverse centinaia di chilometri di piste innevate collegate in un unico circuito, le pongono in posizione di avanguardia nelle classifiche del turismo montano durante l’intero arco dell’anno, come dimostra la risonanza di blasonate località come Madonna di Campiglio, San Martino di Castrozza, Moena e Canazei.

La punta più settentrionale del Lago di Garda si incunea tra le vette trentine in un caratteristico panorama, che a tratti potrebbe sembrare quello di un fiordo.
Sulle sue sponde si affacciano le località di Torbole, Nago e Riva, in una zona che molti considerano la più suggestiva del Garda, dove il clima mediterraneo incontra l’area alpina.

Da sempre snodo e cerniera tra il mondo latino e quello germanico, il Trentino preserva un significativo patrimonio culturale, dagli antichi reperti preistorici a preziosi tesori d’arte, castelli, santuari, città di rilevanza storica ed artistica, monumenti ed architetture che sintetizzano il gotico austriaco e gli equilibri apollinei del rinascimento italiano.

La stessa mirabile sintonia che è possibile ammirare nel centro di Trento, capoluogo di provincia e della regione, in un percorso a braccetto col principe-vescovo Bernardo Cresio, fautore del Concilio di Trento, che cambiò il volto del cattolicesimo sotto il segno della Controriforma.

Infinite le suggestioni di un panorama tanto stimolante, scenografica ambientazione di un angolo di mondo incontaminato, luogo ideale per ogni tipo di sport invernale, o di lunghe escursioni lungo i sentieri del Parco Nazionale dello Stelvio, tra i boschi della Val di Fassa o in direzione dei laghi di alta quota.

Un’esperienza molto particolare è quella del “Sentiero della Pace”, un sentiero lungo 450 km che parte dallo Stelvio per arrivare alla Marmolada, lungo i luoghi della prima guerra mondiale.

Non meno interessante è la “Strada della Mela e dei Sapori”, attraverso un ambiente addolcito da una folta vegetazione, tra fiumi, laghi e torrenti.
Due vallate generose che alle numerose e rinomate varietà di mele vedono accostarsi la produzione di ciliegie, pere, piccoli frutti, verdure e ortaggi che dalla coltivazione in quota traggono sapori intensi e inconfondibili.
Le Valli di Non e di Sole, grazie alla collaborazione di contadini, commercianti, locandieri e agrituristi sono lo sfondo di un ambizioso progetto che intende presentare agli ospiti le ricchezze di questi splendidi posti.

Per quanti invece desiderino concedersi una vacanza all’insegna del relax e del benessere, recuperare il giusto equilibrio tra corpo e mente, gli stabilimenti termali trentini offrono l’indubbio vantaggio di trovarsi calati in contesti ambientali unici.
Al lago o in montagna le loro acque, insieme alle erbe medicamentose che crescono spontaneamente nei campi alpini, curano affezioni e patologie di diversa natura, dalle malattie artroreumatiche, alle disfunzioni circolatorie, digestive o dell’apparato digerente. L’attività termale è una realtà importante nel contesto turistico trentino.
Note fin dall’epoca romana, numerose fonti termali nel XX° secolo erano frequentate dagli Asburgo, che contribuirono significativamente alla loro fama.
Le principali stazioni termali sono: Pejo e Rabbi in Val di Sole; Roncegno, Levico Terme e Vetriolo Terme in Valsugana; il centro di Comano è specializzato nel trattamento delle vie respiratorie e della pelle; mentre a Garniga si praticano i bagni d’erba appena tagliata o fitobalneoterapia, per curare le patologie reumatoidi e i disturbi post-traumatici.

Questa terra vitale e unica si rispecchia nel verde e nei romantici alpeggi, nei prodotti dei campi e nelle cime montuose, nei boschi, nei laghi e in tutti quei paesaggi incantati che catturarono il cuore dell’imperatrice Sissi d’Austria.
Un’oasi naturale che merita di essere conosciuta ed esplorata, magari appoggiandosi agli hotel ed alle strutture ricettive che continuano a dedicarsi con amore e passione all’ospitalità e ad un turismo che non conosce stagione.