Montecolombo

Questo grazioso paese dell’entroterra romagnolo reca tracce di insediamenti romani risalenti all’età repubblicana.
Nel II° secolo a.C. vennero edificate ville rurali nei pressi del fiume allora chiamato Crustumium, dotate di pertinenze per l’attività agricola.

Le origini del nucleo più antico del castello sono documentate nell’anno 568, quando era parte del Ducato di Rimini. I documenti attestano che nell’anno 962 Monte Colombo era feudo di Ottone I, imperatore del Sacro Romano Impero, nel 1271 passa sotto il dominio malatestiano.

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Importante presidio militare, insieme a Montescudo, per la difesa dei territori dalle mire espansionistiche dei Montefeltro, Monte Colombo era esposta agli attacchi provenienti dall’alta Valconca, e fu punto nevralgico di una solida barriera protettiva di notevole importanza strategica.
Espugnare Monte Colombo e Montescudo avrebbe significato avere libero accesso per la conquista della piana riminese.

Situato sul lato sinistro del torrente Conca, Monte Colombo contava all’attivo diverse fortificazioni: la principale, la torre difensiva di Croce, la fortezza di Ca’ Castellano e la sua torre di avvistamento.

Tra la fine del 1400 ed i primissimi anni del 1500, in piena fase di decadenza della signoria malatestiana, la rete difensiva venne ulteriormente rafforzata con l’edificazione del Castello di San Savino, che sorvegliava la principale arteria di passaggio e le valli circostanti.

Tra alterne vicende Monte Colombo passò nel 1500 nelle mani di Cesare Borgia, in quelle della Repubblica di Venezia nel 1503 per poi tornare alla giurisdizione pontificia dal 1509 al 1510.

Monte Colombo conquista il rango di comune autonomo separandosi dalla giurisdizione di Montescudo nel 1815 con editto di Pio VII.

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Stando ai fatti narrati ne “La parrocchia di Monte Colombo – Descrizione e cronistoria – Appunti di storia locale” di Don Matteo del Monte, il nome deriverebbe dal “passaggio di colombi” o dall’abitudine degli abitanti locali di allevare piccioni.
Lo stesso Don Matteo riferisce che il castello distrutto dal terremoto del 1916 aveva la caratteristica forma di colombo, il cui capo era formato dalla chiesa parrocchiale.

Dalle sue mura i visitatori possono oggi godere di un paesaggio mozzafiato che spazia su tutta l’area collinare romagnola.
A pochi passi si trovano le fonti di acqua minerale dalle rinomate proprietà terapeutiche di San Savino, un angolo di paradiso lontano dalla esuberante vivacità dalla costa.