Morciano

E’ nel Codice Bavaro, l’antico libro papiraceo dove nel X° secolo furono registrati i possedimenti della Chiesa di Ravenna concessi con le investiture negli ultimi tre secoli presso i territori di Pesaro, Montefeltro, Osimo, Urbino, Senigallia e Rimini, che troviamo il più antico documento in cui si menzioni il Fundus Morciani.
Con questa terminologia si indicava un appezzamento di terreno plausibilmente di pertinenza di qualche signore riminese, abitato con tutta probabilità da chi lo coltivava, ma totalmente sprovvisto di rilevanza politica e civile.

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Nel 1014 Bennone da Vitalino lasciò in eredità al figlio Pietro, quello che è ormai diventato il Castrum Morcianum, segno inequivocabile di una avvenuta crescita sia in termini quantitativi che qualitativi.
Quel che era un semplice “fundus”, ossia un fazzoletto di terreno, divenne evidentemente un castello, ossia un corpo di fortificazioni poste a difesa del centro abitato e punto di raccolta dei prodotti agricoli, alimentari e manifatturieri del territorio.
Protetta dal borgo fortificato questa piccola comunità godette di un periodo di pace che garantì le condizioni necessarie all’emergere ed allo sviluppo dell’attività commerciale e mercantile, favorita anche da una posizione opportunamente prossima ai più importanti centri della Valconca. Fu così che divenne ben presto sede di importanti mercati, fiere di bestiame e prodotti agricoli, ancor oggi rinomati e capaci di attirare un grande afflusso di pubblico.
Il mercato si teneva con cadenza regolare il giovedì ed ogni primo martedì del mese, mentre alla fiera erano riservati tutti quelli del mese di settembre.

Nel 1061 Pier di Damiano, cardinale e vescovo di Ostia poi venerato come santo e proclamato nel 1828 Dottore della Chiesa, fondò l’Abbazia di San Gregorio, sulla riva destra del torrente Conca, a circa 2 chilometri dal centro di Morciano, che divenne in breve tempo punto nevralgico della vita religiosa ed economica della bassa Valconca.

L’Abbazia finì col distogliere l’attenzione da Morciano che si avviò verso un progressivo declino, i suoi abitanti si trasferirono in zone più produttive, finché nel 1069 Pietro di Benno, di comune accordo con la moglie Erigunda, donò il castello di Morciano e quello di Mondaino, insieme ad un considerevole lascito, al monastero.
Passata alle dipendenze dell’Abbazia di San Gregorio, considerata ormai a motivo del prestigio accumulato il luogo più sicuro per gli scambi commerciali, Morciano accolse parte dei suoi mercati che furono allestiti in pieno centro cittadino.

Nel 1202 il vescovo di Rimini prese possesso della sua chiesa, questa per lungo tempo fu l’ultima notizia che abbiamo di Morciano, seguì un duraturo silenzio delle fonti, un buco nella storia di numerosi secoli, per la precisione fino al XVII°, quando il nuovo borgo, sviluppatosi dall’attuale parte vecchia, aveva già iniziato a svilupparsi.
Le ricerche sembrano suggerire che il paese si eclissò intorno alla seconda metà del XIII° secolo, a causa delle violente piene del fiume Conca, che spazzarono via le ultime tracce di un insediamento in piena decadenza. Eppure, per quanto politicamente irrilevante, Morciano continuò ad esibire un vivace fermento commerciale, tanto da essere contesa dalle potenti comunità delle colline circostanti.
Infatti nel XVI° secolo, nel tentativo di fermare il crepuscolo di Montegridolfo, i suoi consiglieri decretarono insieme alla Camera Apostolica il trasferimento dei mercati, che dal territorio morcianese finirono entro le mura dell’antica rocca.
L’operazione non sortì però i risultati sperati e nel volgere di pochi anni si ripristinarono le vecchie consuetudini.

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In seguito l’intera Valle del Conca fu oggetto di un consistente ripopolamento, Morciano riemerse dall’oblio  finché sul termine del’700 da borgo divenne paese, avviata ormai definitivamente in una corsa verso il benessere. Attraversò brillantemente il periodo napoleonico assorbendo ulteriori mercati in seguito alla chiusura dell’Abbazia di San Gregorio.
Nel 1827 divenne comune “appodiato” di San Clemente e nel 1857 raggiunse la piena autonomia.

La costruzione del ponte sul Conca stimolò la circolazione di merci e genti, dando nuovo impulso ad una economia che da agricola vide man mano svilupparsi il settore terziario.
Sorsero pastificio, lanificio e bachificio da seta, incrementando ulteriormente una popolazione che affluiva numerosa dalle colline limitrofe.

Oggi Morciano è un pittoresco e dinamico borgo medievale, collocato tra le verdi colline romagnole e ricco di ristoranti, bar e negozi.
Il recente Padiglione Fieristico offre uno spazio espositivo per eventi interessantissimi come la Fiera di San Gregorio, eredità della sua anima più tradizionale e originaria, o la fiera turistica Viaggiando.
Tanti gli appuntamenti che Morciano di Romagna propone durante l’intero arco dell’anno, dimostrando una reattività insospettabile in questa terra periferica ma ricca e benestante, dai tratti caratteristici ed inconfondibili.