San Marino

La più piccola ed antica Repubblica del mondo sorge alle falde del Monte Titano.
I primi insediamenti risalgono alla preistoria, la storia racconta che nel 301 d.C. un tagliapietre dalmata fuggì su questo monte in seguito agli editti che l’imperatore Diocleziano scagliò contro i primi cristiani, stabilendosi qui con una piccola comunità di confratelli.

san-marinoLa leggenda attribuisce le origini della comunità al gesto di una nobildonna riminese che donò al santo il Monte Titano in segno di ringraziamento per aver salvato la vita del figlio.
Le ultime parole che San Marino pronunciò sul letto di morte divennero vessillo e orgoglio di un popolo che ebbe sempre per principio ispiratore la libertà e l’indipendenza: “Vi lascio liberi dall’uno e dall’altro uomo”, ossia dal Papa e dall’Imperatore. Lo stesso spirito indomito è  testimoniato dal Placito Feretrano, il più antico documento giunto fino a noi chei parli di questo Stato, caratterizzato da un regime particolare, in parte autonomo ed in parte longobardo, ma già orgogliosamente autodeterminato in materia legislativa.

Nel X secolo la comunità si dotò delle prime fortificazioni, mentre già verso l’anno 1000 avvertì l’esigenza di darsi una organizzazione politica ed un governo per dirigere e amministrare la collettività.

Nacque così un organo che ancora caratterizza l’amministrazione statale della piccola repubblica: l’Arengo.
Il termine Arengo indicava in origine l’assemblea dei capifamiglia, che si riunivano per decidere delle questioni più importanti del piccolo nucleo abitativo.
Questo importante organo istituzionale e rappresentativo concentrava nelle sue mani tutti i poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. All’Arengo spettava la nomina delle più alte cariche dello Stato, compresi Capitani Reggenti e Consoli. Durante il XIII° secolo l’Arengo iniziò la stesura degli statuti, dunque intorno a questo periodo esisteva già un’organizzazione di tipo comunale, un primo germinale indizio di leggi ispirate a principi democratici.

L’autonomia della Repubblica fu ripetutamente minacciata nel corso della storia, eppure San Marino riuscì sempre a difendere la propria libertà, custodendo gelosamente quell’orgoglio e quell’indipendenza che il santo croato per primo gli affidò, al termine della sua esistenza.
Orgoglio talmente radicato che persino Napoleone in segno di rispetto le riconobbe la sovranità, considerandola un caso esemplare di libertà repubblicana.
San Marino rifiutò dall’imperatore gli ampliamenti territoriali e lo sbocco sul mare che le furono offerti pur di mantenere integra la propria autonomia, persino il Congresso di Vienna dovette riconoscere la sovranità del piccolo Stato.

Eppure la sua indipendenza non fu mai sinonimo di chiusura verso il resto del mondo, anche nei momenti più turbolenti e delicati San Marino ha saputo offrire ospitalità a rifugiati e perseguitati politici. Avvenne con Garibaldi dopo la caduta della Repubblica Romana, con i patrioti risorgimentali italiani e durante la seconda guerra mondiale, quando oltre 100.000 rifugiati provenienti dalle zone limitrofe furono accolti entro le sue terre.

sanmarino2Durante il conflitto mondiale San Marino fu anzi vittima di un pesante bombardamento nonostante fosse reduce da circa cinque secoli di neutralità.

Il caratteristico profilo di San Marino che svetta alto nel cielo sulla cima del monte Titano, si profila in lontananza da gran parte della costa romagnola, con le tre torri (Guaita, Cesta e Montale) a pianta pentagonale costruite tra XI° e XVI° secolo e collegate con muraglie e camminamenti alla cittadella.
Racchiuso da una tripla cinta di mura movimentate da porte, torrioni e baluardi, il centro cittadino conserva ancora con i suoi palazzi, le chiese e le vie, tutte costruite rigorosamente in pietra, una suggestiva atmosfera medievale.
Tra i principali monumenti di San Marino spiccano il Palazzo Pubblico, la Chiesa ed il Convento di San Francesco, il Museo, la Pinacoteca, la Basilica del Santo e la Chiesa di San Pietro.

L’attuale Palazzo Pubblico fu costruito tra 1884 e 1894 sulle rovine della medievale Domus Comunis Magna. In occasione della cerimonia di inaugurazione del nuovo edificio Giosuè Carducci pronunciò il celebre discorso sulla “libertà perpetua”.

Antistante la Porta di San Francesco, ingresso principale del paese edificato nel 1361 a scopo difensivo, si trovano invece la trecentesca Chiesa di San Francesco e l’annesso Convento dei Frati Minori Conventuali, complesso sacro più antico dello Stato, il cui aspetto neoclassico denuncia i numerosi restauri di cui fu ripetutamente oggetto, mentre le forme originarie della facciata sono state recuperate grazie all’intervento dell’architetto Gino Zani.

All’interno del convento si trovano, in corrispondenza delle due logge del chiostro, il Museo e la Pinacoteca, che tra le altre cose custodiscono un prezioso ritratto di San Francesco, opera del Guercino.

Nel 1826 fu purtroppo demolita la cinquecentesca Pieve, distruggendo così una delle più antiche testimonianze del preromanico italiano. Al suo posto fu eretta una neoclassica Basilica del Santo, su progetto dell’architetto bolognese Antonio Serra, dove si conservano le spoglie del santo patrono cittadino.

Sulla destra della basilica si trova ancora la Chiesetta di San Pietro, risalente al XVI° secolo, cui si accede tramite la sagrestia.
L’abside è interamente scavata nella viva roccia, la tradizione popolare vuole che le due nicchie ricavate nella massa rocciosa siano i giacigli dei santi Marino e Leo.

La terza nazione più piccola d’Europa e la più antica repubblica del mondo, è un piccolo mosaico che racchiude tra contrade e vie, i segreti di un particolarismo conservato da epoche remote, uno Stato sovrano che nel cuore della Romagna più tumultuosa, tra signorie, guerre e bombardamenti ha difeso con le unghie e con i denti il suo sogno di indipendenza.

San Marino da il benvenuto ai suoi visitatori, perché nonostante la coscienza della propria storia e del proprio valore, condivide con i romagnoli il calore e l’ospitalità tipici di questo territorio.