Urbino

Urbino è un centro urbano di origini antichissime, le prime tracce di insediamento umano risalgono all’età del ferro, per la precisione al IV° sec. a.C.
Circa un secolo più tardi i romani sottomisero i galli senoni.

La Urbinum Metaurense sembra derivare il nome dal latino “urvum”, il manico ricurvo dell’aratro, e dal fiume Metaurus, intorno al quale orbitava l’antico insediamento.

Divenne un importante snodo romano dopo il 295 a.C., anno della battaglia di Sentino contro i piceni.

Situata sulla cima dei due colli, tra la valle del Metauro e quella del Foglia, è oggi una delle più importanti città d’arte del mondo, dal 1998 patrimonio dell’umanità UNESCO.

Per quanto lunga ed articolata, la sua storia è legata a doppio filo a quella della famiglia dei Montefeltro, da quando il capostipite della casata, Antonio da Montefeltro, si guadagnò nel 1155 il titolo di conte e la carica di vicario imperiale di Urbino, dopo aver sedato a Roma una rivolta contro l’imperatore Federico Barbarossa.

urbino1Ma il maggior splendore artistico e culturale di Urbino va attribuito al duca Federico II da Montefeltro, cui fu indissolubilmente legata la fama del ducato.
Figura emblematica dell’ideale del principe rinascimentale illuminato, fiero condottiero, amico di Lorenzo de Medici e raffinato mecenate, fu senza dubbio uno dei più celebri personaggi del rinascimento italiano.
Federico si rivelò abilissimo condottiero militare e politico attento sia alle strategie internazionali che a quelle interne. Le sue doti segnarono la grandezza del Montefeltro, ma la magnificenza di Federico si rivelò soprattutto nella sua attività di mecenate.

Creò attorno a se una corte grandiosa, dove gli artisti divennero un potente strumento per celebrare la sua grandezza. Impiegò i consistenti introiti delle vittoriose campagne militari in numerose opere monumentali di pregevole fattura. Urbino si trasformò in breve tempo in una delle capitali del rinascimento italiano ed europeo.

Il gusto artistico di Federico lo portò a selezionare le menti e gli artisti più geniali dell’umanesimo: Piero della Francesca, eccelso pittore; Lorenzo Laurana brillante discepolo di un lume assoluto come Leon Battista Alberti; Francesco di Giorgio Martini, mirabile architetto militare; Giusto di Gand abilissimo pittore fiammingo, capace di armonizzare la prospettiva e la monumentalità italiane al nitore e meticolosità fiamminghi, contribuendo a fare di Urbino un centro di diffusione dello stile nordico; Pedro Berruguete che subì l’influenza di Melozzo e Piero della Francesca e portò in Spagna il bagaglio e l’esperienza assorbiti in Italia.
Passarono a Urbino anche Melozzo da Forlì, Paolo Uccello e tanti altri maestri.
Dalle Fiandre giunsero tessitori di grande valore che realizzarono fantastici arazzi.

L’eccezionale convergere di ingegni e capacità, intellettuali e artisti, in una piccola ma brillantissima corte, fece di questo luogo un altissimo laboratorio artistico e culturale, in ogni sua forma espressiva.

urbino2Emblema e cuore nevralgico di Urbino è indubbiamente il Palazzo Ducale, chiamato anche Palazzetto della Jole, considerato uno dei più interessanti esempi di architettura rinascimentale italiana.
Il nucleo più antico, edificato su iniziativa del conte Guidantonio, padre di Federico, si affaccia su Piazza del Rinascimento ed esibisce un raffinato portale, con decorazioni a lunetta di Luca della Robbia, realizzato da maestranze fiorentine.

Nel 1454 Federico diede l’avvio alla prima fabbrica guidata dall’architetto e scultore Maso di Bartolomeo.
A Maso seguì Luciano Laurana che realizzò molti degli ambienti del piano nobile, lo Scalone d’Onore, il Salone del Trono, la Sala delle Udienze, la Sala degli Angeli, la Biblioteca, il cortile interno considerato insieme a quello progettato da Brunelleschi a Firenze nell’Ospedale degli Innocenti, il più perfetto modello di arte rinascimentale, e soprattutto al Laurana vanno ascritte la giustamente famosa Facciata dei Torricini e lo Studiolo.
Il Laurana raggiunse una perfetta unità stilistica, sobria e luminosa, rivolta alla ricerca di unità geometriche e squadrate, con un chiaro riferimento al cromatismo di origine veneta.

A lui si sostituì nel 1474 Francesco di Giorgio Martini, che provvide ad ultimare le parti incomplete ed a progettare l’impianto idrico, opera che tutt’oggi desta stupore per la ricercatezza ed efficienza ingegneristica.
Martini fece di questo palazzo una costruzione di assoluto valore decorativo, di eccezionale bellezza e funzionalità. Celebri le parole di Baldassarre Castiglione, famoso per aver scritto “Il Cortegiano”, ambientato proprio nella corte di Urbino, che nel descrivere questo edificio lo definì “palazzo in forma di città”.

Il Palazzo è un monumento eterno della fama del Montefeltro, perfettamente inserito nel tessuto della città di Urbino posta a coronamento di due colli diseguali.

Nel 1508 il ducato passò ai Della Rovere che aggiunsero il secondo piano nobile, il cosiddetto “Appartamento Roveresco”, la corte continuò ad accogliere scenografi, letterati, musicisti ed artisti.

Devoluto nel 1631 alla Santa Sede il Palazzetto della Jole conobbe un secolare processo di spoliazione e deterioramento.

Nel 1912 fu allestita al suo interno la Galleria Nazionale delle Marche che raccoglie collezioni di opere provenienti da conventi e chiese del territorio marchigiano.

Tanti altri sono i monumenti che ancora trasmettono al visitatore una immagine indelebile degli antichi fasti, Urbino si dimostra una tappa che non può essere tralasciata all’interno di un percorso storico artistico articolato tra Marche e Romagna.

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