Verucchio

In un caratteristico angolo della Valmarecchia, sugli aspri calanchi preappenninici, immersa in una natura selvaggia con l’orizzonte aperto verso le zone costiere, si trova Verucchio, conosciuta anche come “culla dei Malatesta”.

Eppure a dispetto del nome le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Recenti scavi archeologici hanno infatti riportato alla luce magnifici reperti della civiltà villanoviana, una raffinatissima cultura protostorica insediatasi nella prima età del ferro tra IX° e VI° secolo a.C. proprio intorno allo sperone roccioso che domina la Valmarecchia.
Con il sopraggiungere dei romani la comunità si spostò a valle, lungo il corso del fiume Marecchia.
Molto probabilmente a causa delle mutate esigenze difensive, in epoca medievale il borgo si spostò nuovamente sulle vicine alture.

verucchio1I documenti attestano l’esistenza del Castrum Veruculi già nel 1144, mentre nel 1150 da possedimento della Chiesa riminese finì nelle mani dei Malatesta, dinastia al cui nomi Verucchio resterà legata per più di tre secoli.

Esattamente nella Rocca di Verucchio nacque Malatesta il Centenario, chiamato da Dante nel ventisettesimo canto dell’Inferno il “Mastin Vecchio”.
La nascita della dinastia è in realtà contesa tra il borgo di Pennabilli e quello di Verucchio, qualcuno osserva che in ogni caso in questo paese ebbe origine il loro potere.
Ciò che è storicamente accertato è che Sigismondo Pandolfo Malatesta, il potente e celebre signore di Rimini, discendeva dal ramo di Verucchio.

Fu proprio Sigismondo a rinforzare le fortificazioni potenziando la cinta muraria, in ragione di una posizione strategicamente importante per il controllo della Valmarecchia.

Il rivale di sempre, il duca illuminato e abile condottiero Federico da Montefeltro riuscì nel 1462 a penetrare e conquistare con un astuto stratagemma la rocca, fino ad allora considerata imprendibile. Con una falsa lettera firmata Sigismondo Malatesta, avvertì le truppe malatestiane dell’arrivo di nuovi rinforzi a difesa del castello. Quando le difese videro arrivare quelli che credettero essere rinforzi inseguiti dall’esercito feltresco, si affrettarono ad aprire le porte per accoglierli. Fu così che i soldati di Federico riuscirono ad impossessarsi di Verucchio.

Caduti i Malatesta Verucchio vide succedersi nel XVI° secolo il Valentino, i Veneziani, i Medici ed i Comneno per tornare infine alla Sede Apostolica.

La Rocca Malatestiana è anche chiamata col nome di “Rocca del Sasso” per la sua ubicazione sopra il masso roccioso, da questa postazione si apre su un panorama mozzafiato, che corre dalle prime alture appenniniche fino al blu del Mare Adriatico.
Interessantissimo il Museo Civico Archeologico, inaugurato nel 1985 in seguito al restauro dell’antico monastero dei Padri Agostiniani fondato nel XIII secolo, si conservano al suo interno le sofisticate testimonianze emerse dalle necropoli verucchiesi di epoca villanoviana-etrusca, tra cui pregiati gioielli e manufatti in ambra, dal IX° al XVII° secolo a.C..

Passando per la Porta del Passerello, nella parte più alta del paese, è possibile osservare gli antichi resti della Rocca, costruita nel 1449 insieme alle fortificazioni malatestiane volute da Sigismondo, e di li proseguire lungo un percorso che attraversa il borgo medievale costeggiando le mura di San Giorgio.
Meritano sicuramente una visita anche la Chiesa Collegiata, considerata la cattedrale della Valmarecchia e ricostruita dall’architetto Valadier dopo il rovinoso terremoto del 1784, la Pieve romanica visibile all’esterno, subito fuori dal centro storico, risalente circa al 990 d.C., il Convento Francescano, rinomato anche per il bellissimo cipresso all’interno del chiostro, il più antico d’Europa, che la leggenda narra piantato dallo stesso San Francesco.