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Morciano

Il primo documento in cui Morciano è menzionato è il Codice Bavaro, cioè il Registro delle investiture concesse dalla Chiesa di Ravenna nei secoli VIII, IX e X, dei fondi che questa possedeva nei territori di Rimini, Senigallia, Osimo, Urbino, Pesaro e Montefeltro.
Qui si nomina un "fundus Morciani" che significa un appezzamento di terra chiamato Morciano appartenente forse a qualche proprietario riminese. Era sicuramente abitato (da chi sull' appezzamento lavorava), ma non aveva alcuna esistenza politica o civile.
In seguito Morciano diventa un "castrum" come ci attesta l'atto, datato 1014,con cui il feudatario riminese Bennone di Vitaliano cede al figlio Pietro il "castrum integrum quod vocatur Morcianum cum Capella ibi fundata cui vocabulus est S. Johannes": c'è stata quindi una crescita quantitativa e qualitativa dal precedente "fundus", in cui la comunità morcianese ha definito un proprio territorio e si è data una struttura civile e religiosa.
Certamente qui per "castrum" s'intende un castello rurale, cioè un insieme di edifici posti a difesa del borgo abitato e centro di raccolta dei prodotti del suo territorio.
Molto probabilmente, con il costruirsi di un borgo e di un sistema difensivo, Morciano sviluppa anche un attività commerciale e mercantile: la sua posizione centrale e facilmente raggiungibile dai maggiori centri della Valconca favorì la nascita sulle sue terre di importanti mercati e fiere di bestiame e di prodotti agricoli che ancor oggi si tengono con grande concorso di pubblico.
Il mercato si teneva ogni giovedì e nel primo martedì di ogni mese e in tutti quelli di settembre si teneva anche la fiera.
Nel 1061 San Pier Damiani, della congregazione di Fonte Avellana, fonda, a 2km circa dal centro di Morciano, sulla riva destra del Conca l'Abbazia dedicata a San Gregorio, la quale diviene ben presto punto di riferimento della vita religiosa ed economica della bassa Valconca.
Morciano perde progressivamente importanza e la sua popolazione si trasferisce sulle circostanti colline o va alle dipendenze del monastero di San Gregorio.
Nel 1069 Pietro di Benno, con il consenso di Erigunda sua moglie, fa donazione al monastero di una cospicua quantità di beni fra cui il castello di Morciano e li castello di Mondaino. Da questo momento Morciano è alle dipendenze dell'Abbazia di San Gregorio e qui viene trasferita parte dei mercati che si svolgevano nel suo borgo. L'Abbazia, con la sua struttura e il suo prestigio, diviene il luogo più sicuro ove effettuare scambi commerciali.
Il primo Morciano era ancora esistente nel 1202, anno in cui il vescovo di Rimini entra in possesso della sua chiesa.
Questa è l'ultima notizia riguardante l'esistenza di Morciano, dopodiché si ha un vuoto storico che si prolunga fino al sec. XVII quando, cioè, un nuovo borgo, l'attuale parte vecchia del paese, aveva già preso a svilupparsi. La scomparsa del "Castrum Morciani " probabilmente avvenne nella seconda metà del sec. XIII e fu causata dalle impetuose piene del fiume Conca che spazzarono via letteralmente ogni traccia di quel paese già in decadenza e in parte abbandonato. Ma se Morciano aveva ormai perduto ogni rilevanza politica, continuava però ad essere interessante dal punto di vista commerciale, tant'è che il suo territorio continuò ad essere conteso tra le più potenti comunità delle colline della Valconca.
Nella seconda metà del secolo XVI, quando per Montefiore era ormai cominciata la parabola di decadenza, i suoi consiglieri decretarono, in accordo con la Camera Apostolica, il trasferimento dei mercati di Morciano entro le mura della loro Rocca pensando così di arginare la crisi del loro Comune. Ma tale scelta non portò ai risultati attesi, e così, dopo pochi anni, i mercati furono risultati a Morciano.Da questo momento in poi Morciano conosce un continuo sviluppo.

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